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I nostri Pensionati

Compagine

I pensionati costituiscono poco meno del 40 % di “tutti” gli iscritti al Sindirettivo; una percentuale che conferma un grado di “fedeltà” che fa onore a loro e al Sindacato cui aderiscono.

Motivi di un’adesione

Perché, infatti, una volta lasciato il servizio, continuare in un’adesione che a qualcuno potrebbe sembrare aver perso di motivazione e di utilità? E oggi, in un contesto normativo esterno in cui la “pensione” tende a essere sempre più determinata a livello individuale (e quale risultante al momento in cui si è lasciato il servizio), che cosa può fare un Sindacato per la migliore tutela dei pensionati?
Senz’altro “molto”, in quanto l’intermediazione del Sindacato, pur potendo non essere di immediata percezione, è indispensabile per la tutela del personale in quiescenza.
Il Sindacato, infatti, può adoperarsi a livello della Confederazione cui aderisce, per ciò che attiene alle politiche governative nei riguardi di chi ha lasciato il lavoro, e può ancora adoperarsi, a livello aziendale, per ciò che attiene al coacervo delle misure (anche integrative dei trattamenti) di competenza dell’azienda, nella consapevolezza che l’attenzione di qualsiasi azienda verso i propri dipendenti in quiescenza non può esaurirsi nel suo solo trattamento economico.
Il Sindacato costituisce il tramite di un collegamento con il mondo del lavoro di cui fummo parte, che tenderebbe altrimenti a essere dimenticato, considerato reciso; costituisce il segno di una continuità.
E qui stanno le ragioni del perdurare di un’adesione: ragioni di fedeltà e ragioni di appartenenza a un unico corpo di dipendenti.

Tutela del trattamento di pensione

Infatti, sul piano dei “legami”, non si possono recidere ex abrupto le connessioni con quello che fu il nostro rapporto di lavoro e, sul piano dell’appartenenza, solo se continuiamo a sentirci e a essere considerati come un unico corpo di dipendenti il Sindacato, grazie anche al potere contrattuale derivategli dalla rappresentanza di quelli in servizio, ha la forza per reclamare interventi a tutela di una categoria di persone priva altrimenti di voce e di intrinseci mezzi di pressione.
E il discorso è ancora più valido per i pensionati “direttivi” che, pur godendo di trattamenti conformi al contesto normativo nel quale hanno operato, li vedono sempre più spesso contestati (e puniti). Infatti, in termini di “accettazione sociale” dei trattamenti standard di pensione del personale direttivo, anche a livello di opinione pubblica, i raffronti non vengono effettuati (o non sempre) con i trattamenti dei pari grado o dei pari funzioni che prestano servizio, ma con i trattamenti dell’indistinta platea dei pensionati, in un raffronto che non tiene conto del rigore, della professionalità, dell’impegno, dell’efficacia lavorativa e degli anni di servizio.

Impegno del Sindacato

Il Sindirettivo, convinto di queste specificità, è impegnato a difenderle. E un’adesione al Sindirettivo, oltre che a dar forza alla tutela di ragioni troppo spesso trascurate, serve a mantener vivo il legame sia con i colleghi in servizio sia con la Banca, e a impegnare gli uni e l’altra sul fronte della conservazione di uno “status” maturato nel corso di una vita spesa al servizio dell’Istituto.


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