LE VERITA’ NASCOSTE

(o, meglio, le “verità sbagliate”)

Il meraviglioso duo FALBI-SIBC ha di recente deciso di disertare gli incontri negoziali con l’Amministrazione, non presentandosi e dichiarando la trattativa sulle Filiali “interrotta”. Poi, con il solito irrinunciabile stile accusatorio, critica aspramente chi osa continuare a negoziare, dicendo addirittura che sarebbe disposto a “firmare accordi contro l’interesse dei colleghi”.

Pensate che ingenui che siamo. Noi credevamo che per fare sindacato bisognasse trattare, negoziare, portare l’Amministrazione ad ampliare quanto sarebbe disposta a riconoscere ai colleghi. Soprattutto, pensavamo che bisognasse un po’ anche informarsi. Invece, i sindacati più rappresentativi dell’area operativa, che sono evidentemente troppo snob per negoziare, non leggono neanche le carte su cui bisognerebbe lavorare (pur dichiarandosi disposti a lavorare anche ad agosto…). Infatti, ecco la loro più prestigiosa “domanda delle domande”, dal volantino del 28 luglio:

Non ve ne frega più niente […] dei colleghi di Vigilanza che perdono la divisione e non sono “scivolabili”?

Su questo punto noi, che abbiamo partecipato ai negoziati, abbiamo fatto esplicite richieste: forse sarebbe bastato leggere il testo della Banca alle OO.SS. per la convocazione del 24 luglio, che riconosce la fondatezza della nostra posizione e dice testualmente che:

“Alle misure di mobilità incentivata ha accesso anche il personale delle Unità di base che si trasformano in Tutela ed educazione finanziaria, a condizione che l’utilizzo nella nuova sede di lavoro continui in attività di vigilanza prudenziale”.

Ora, ammettiamo pure che il testo presentato dall’Amministrazione possa essere insufficiente, che possa essere migliorabile. Ma innanzitutto, e soprattutto, andrebbe letto e capito, prima di puntare sempre il dito sugli altri per nascondere la propria inconcludenza.

Ciò posto, ci scusiamo con i colleghi per le bassezze che le comunicazioni intersindacali hanno ormai raggiunto. D’altra parte, ciò è reso possibile, a nostro avviso, anche dal fatto che la Banca ormai da troppo tempo ha rinunciato a una comunicazione diretta con i colleghi, delegando così alle OO.SS. ogni resoconto, ogni informazione, ogni verità, in un mondo di “pare che…”, “gira voce che…”, dove chi fa professionalmente disinformazione ha davvero vita facile.

Noi continuiamo a dire le cose come stanno. La Banca ha formalizzato una proposta per i colleghi che oggi svolgono attività di vigilanza prudenziale e lavorano in punti della rete in cui questa attività cesserà. Noi lavoreremo per migliorarla e rafforzarla, e per tutelare al meglio la professionalità e le legittime aspettative di tutti i nostri colleghi. Certo, per farlo, dobbiamo rimboccarci le maniche, leggerci le carte e andare al tavolo negoziale. Scegliamo la via più difficile e lasciamo agli altri quella più semplice di non leggersi niente, di non negoziare affatto e poi dare agli altri – come al solito – le colpe dei propri fallimenti.

Ancora una volta invitiamo quei sindacati a lavorare insieme nell’interesse dei colleghi che, a questo punto,probabilmente non ne possono più di polemiche fondate sul nulla, esposte ad arte da chi non conosce nemmeno i documenti da cui dipende il NOSTRO futuro, personale e professionale.

Segnaliamo a quei sindacati, ancora una volta, che l’assenza di una riforma della carriera operativa, che dipende dalla loro capacità di negoziare con l’Amministrazione, impatta da molti anni significativamente sulla vita professionale e personale di molti colleghi.

Crediamo che fare sindacato non possa essere ridotto alla mera produzione di accattivanti volantini contro gli altri sindacati (con la costante di essere sempre totalmente inventati), ma che debba consistere nel fare proposte concrete, credibili e sostenibili, nel rimboccarsi le maniche, nel leggersi le carte e nel negoziare accordi a tutela di tutti i nostri colleghi.

Roma, 29 luglio 2025                                                  Il Comitato di Presidenza

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