GENERAZIONI IN BANCA: FINALMENTE CI SI CONFRONTA SULL’AGE MANAGEMENT… MA NON DA NOI!

Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ha dedicato un lungo articolo alla crescente importanza che le aziende italiane attribuiscono al tema dell’age management, menzionando fra l’altro che:  

«Diversi accordi aziendali riconoscono esplicitamente la coesistenza di generazioni diverse come una variabile organizzativa da governare attraverso sedi di confronto dedicate e specifiche misure di politica attiva: vengono infatti istituite sedi di confronto specifiche incaricate di analizzare l’evoluzione demografica interna, gli effetti dell’invecchiamento della forza lavoro e le esigenze differenziate di lavoratori giovani e anziani, nonché di progettare soluzioni condivise.»

E da noi?

La Banca, che secondo il Piano strategico 2023-2025 sarebbe dovuta diventare “inclusiva, efficiente e capace di innovare”, sul tema delle generazioni sta purtroppo rimanendo indietro.

La funzione del Personale da quasi 9 mesi – i tempi sono diventati ormai quelli di un parto! – non riesce neppure a rendere noti i risultati di un sondaggio (”Alla mia età”) che avrebbe dovuto “dare voce alle diverse generazioni che compongono la nostra comunità di lavoro”. A questo punto cominciamo a preoccuparci: che cosa avranno mai risposto le colleghe e i colleghi che non si può ancora sapere?

E perché poi la funzione del Personale continua a non voler fornire neppure i semplici dati statistici che le avevamo pubblicamente richiesto in occasione del webinar sui numeri di “organici, assunzioni e avanzamenti” del 2026? (QUI il nostro volantino del 27 novembre 2025). E dire che riguardano una delle generazioni più numerose fra le varie oggi presenti in Banca, quella di chi ha superato i 30 anni di servizio (il 25% delle colleghe e colleghi dell’Area Manageriale).

Così come i “trentennial”, peraltro, tante altre generazioni di colleghe e colleghi più giovani (e con esigenze molto diverse) avrebbero diritto a ricevere informazioni specifiche sulle loro prospettive in Banca: quando si comincerà a farlo?

Oggi sembrerebbe impensabile che la Banca non fornisca dati sulla gestione del Personale per genere: domani sembrerà impensabile che non li fornisca per generazioni. Vogliamo ancora una volta aspettare “domani” o – come hanno già fatto tanti altri datori di lavoro in Italia – aprire subito un confronto trasparente sull’age management?

Il Sindirettivo-CIDA è pronto e sollecita a questo riguardo i contributi di colleghe e colleghe appartenenti alle varie generazioni presenti in Banca.

 Roma, 20 febbraio 2026

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