INFORMATIVA SULLA RIFORMA ORGANIZZATIVA DEL DIPARTIMENTO ICT

Mercoledì scorso l’Amministrazione ha illustrato alle OO.SS. la nuova riforma organizzativa del Dipartimento Informatica, presentando le principali novità che interesseranno il settore ICT nei prossimi mesi (entro il primo trimestre del 2026). Qualche giorno fa la stessa presentazione è stata riproposta a tutto il personale del Dipartimento ICT.

Il progetto prevede il passaggio da tre a quattro Servizi, la soppressione del Servizio PIA e la creazione di nuove divisioni, che da 17 diventano 24. L’obiettivo dichiarato è quello di modernizzare la struttura, rafforzare la sicurezza cibernetica, valorizzare le tecnologie di frontiera e rispondere con maggiore efficacia alle esigenze dell’utenza interna ed esterna.

Il nostro sindacato ha preso atto delle linee di intervento illustrate, ma ha subito evidenziato alcune criticità:

  • Organico e carichi di lavoro: L’Amministrazione sostiene che la riforma non comporterà un aumento del fabbisogno di personale. Riteniamo invece che la moltiplicazione delle divisioni e delle posizioni di responsabilità rischi di generare più livelli decisionali e confini di competenza, senza un reale rafforzamento delle risorse. Già oggi il Dipartimento è sottoposto a forti pressioni operative e la nuova struttura rischia di accentuare tensioni e carichi di lavoro, spostando il baricentro verso la burocrazia interna a scapito della produzione di valore per gli utenti.
  • Lavoro agile: La conferma dei limiti massimi di lavoro da remoto (10 giorni al mese, 100 all’anno) appare una scelta poco lungimirante, soprattutto in un contesto di innovazione tecnologica. Continuiamo a ritenere che la specificità delle professionalità ICT giustifichi un ricorso più ampio e flessibile al lavoro agile.
  • Transizione e valorizzazione delle persone: Abbiamo chiesto che la fase di transizione sia accompagnata da un reale coinvolgimento dei lavoratori, con attenzione alla valorizzazione delle competenze, alla formazione e a percorsi di crescita chiari, per evitare che la riforma si traduca in un mero esercizio organizzativo.
  • Aree e Settori: chiarezza sui ruoli e sulle regole: Abbiamo posto l’attenzione

sull’uso sempre più frequente delle “aree”, che – a differenza dei settori – non sono disciplinate dalla normativa interna e non prevedono un riconoscimento formale per chi le coordina. Sul punto, il Capo Dipartimento ha chiarito che i settori vengono istituiti quando è presente una figura responsabile, incaricata di guidare l’unità e garantirne i risultati; le aree, invece, semplicemente raggruppano persone con compiti affini.

Una interlocuzione, che auspichiamo di ottenere, verterà su:

  • un confronto vero e strutturato su organici, carichi di lavoro e modalità di lavoro agile;
  • un monitoraggio costante della fase di attuazione della riforma, con segnalazione tempestiva delle criticità;
  • la valorizzazione delle competenze e delle esperienze di tutte le colleghe e i colleghi.

Non si tratta solo di efficienza organizzativa, ma di garantire condizioni di lavoro eque e sostenibili per tutti, in un ambito sempre più strategico per l’operatività della Banca.

Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del Dipartimento ICT a farci pervenire osservazioni, proposte e segnalazioni. Solo con la partecipazione attiva di tutti sarà possibile accompagnare la modernizzazione con attenzione alle persone e alla qualità del lavoro.

Roma, 17 novembre 2025

Il Comitato di Presidenza

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