Si parla tanto di denatalità[1], di misure di sostegno alla genitorialità[2]–[3], di protezione dei nostri figli da un ambiente cittadino sempre più inquinato[4]–[5]–[6]–[7]. A leggere gli ultimi articoli di stampa[8], affrontare il problema sembra paragonabile a una delle fatiche d’Ercole.
Nel suo intervento alla Camera di aprile 2025, l’attuale Capo del Dipartimento Economia e Statistica, Andrea Brandolini, ha affermato che è “necessario che non solo la politica ma anche l’intera società e il sistema produttivo riconoscano la centralità del tema della natalità e adottino politiche e azioni concrete a sostegno dei progetti di procreazione delle giovani coppie”.
Tuttavia, se si vuole essere public servant e mettere su famiglia ma non si dispone di ingenti capitali ereditati, lavorare nelle principali città significa oggi, all’atto pratico, lavorare per poter mantenere la possibilità di farlo, ossia significa lavorare solo per potersi permettere l’acquisto di una casa/affitto nella sede di lavoro, in modo da poter continuare a lavorare[9]–[10]–[11]. Per crescere una famiglia e tutelare la salute dei nostri figli residuano ben poche risorse economiche e, spesso, anche di tempo[12].
Se infatti con lo stipendio da dipendente pubblico ci si può permettere solo una casa a non meno di un’ora dalla sede di lavoro, significa che si avranno almeno due ore in meno al giorno per contribuire alla gestione familiare. Tenuto conto della durata della giornata lavorativa e che in media 7-8 ore dovremmo dormire, il tempo utile per seguire i potenziali figli si riduce a poche ore giornaliere.
Nelle stesse ore, tuttavia, andranno concentrate anche tutte le varie incombenze domestiche e i trasferimenti dei figli da un posto all’altro per garantire loro quelle opportunità che invece la vita fuori dalle città offre gratis o comunque a un costo minore.
Banalmente, giocare in giardino in campagna non costa nulla, è sano e non richiede necessariamente la supervisione dei genitori; al contrario, portare i figli al parco per farli uscire da un angusto appartamento al primo piano senza luce di un
quartiere frutto della cementificazione selvaggia degli anni tra i ’50 e i ’70 richiede, alternativamente, tempo o soldi per la babysitter e, in ogni caso, non sottrae i figli piccoli dall’inquinamento atmosferico.
Insomma, un corto circuito completo aggravato per i dipendenti pubblici dall’assenza di gabbie salariali[13]
Bisogna poi tenere presente che, quando i figli si riescono a fare, difficoltà economiche e oneri familiari ricadono tutt’oggi per lo più sulle donne[14]-[15]-[16], circostanza che contribuisce pesantemente[17]-[18] al gender gap (cd. child penalty[19]–[20]–[21]).
Questi temi sono stati ripresi nel tempo anche dalle Vice Direttrici Generali Alessandra Perrazzelli[22] e Chiara Scotti[23], sostenute da ampie ricerche del nostro Istituto[24].
Ma è realmente così difficile dare un contributo alla risoluzione di questi problemi? Perché non proviamo ad attuare noi per primi quelle soluzioni parziali (che comunque sarebbero meglio di niente) che la letteratura sul tema propone per sostenere la genitorialità, assicurare reali pari opportunità[25] tra colleghi e colleghe, nonché tutelare i nostri figli dall’inquinamento consentendo lo spostamento fuori città quando sono piccoli?
In modo chiaro, il Capo Dipartimento ECS ha ricordato ai membri della Camera che: “uno degli ostacoli alla decisione di avere un figlio è costituito dalla difficoltà delle madri di conciliare il lavoro domestico e di cura con la propria vita professionale: le misure che redistribuiscono o alleggeriscono il carico di lavoro domestico […] possono pertanto rivelarsi particolarmente efficaci nel sostenere la natalità.”
A ben vedere allora qualcosa si potrebbe fare, almeno in Banca d’Italia. È necessario procedere quanto prima a un complessivo approfondimento di quello che si può (e si dovrebbe) fare per accrescere la tutela della genitorialità e favorire il superamento della child penalty. Bisogna agire su più fronti, dal welfare al lavoro da remoto, dai congedi straordinari a quelli parentali.
Nonostante il conto economico da banca centrale, qualcuno potrebbe obiettare che non possiamo permetterci alcune di queste misure di supporto alla famiglia. Ma la natalità, la tutela della famiglia, le pari opportunità e la protezione della salute dei nostri figli sono o non sono per noi una priorità? Come abbiamo già avuto modo di scrivere recentemente:Essere all’avanguardia è stato a lungo il modo di essere della Banca d’Italia, è tempo di tornare a esserlo.
Essere all’avanguardia è stato a lungo il modo di essere della Banca d’Italia, è tempo di tornare a esserlo.
Abbiamo quindi scritto al Segretario Generale la lettera che alleghiamo qui con cui chiediamo all’Amministrazione di avviare quanto prima un negoziato con le OO.SS. per individuare strumenti e misure per rafforzare la tutela della genitorialità. Intanto il Sindirettivo-Cida avanza alcune prime proposte, che – se si vogliono cambiare le cose davvero, e non solo a parole – possono trovare immediato accoglimento con costi davvero minimali.
- Da ultimo, Report Istat del 21 ottobre 2025.
- Nascite in calo: servono più risorse e servizi per famiglie e bambini, Corriere della sera, 13 agosto 2025.
- Confindustria: sostenere coppie giovani e con figli, IlSole24ore, 15 ottobre 2025.
- Smog a Milano, la storia di Greta e di sua figlia di 7 mesi: «Aria irrespirabile, la ricetta del pediatra è passare il weekend lontano dalla città», Corriere della sera, 15 ottobre.
- Smog, i danni sulla mente in una ricerca della Statale: effetti negativi anche su sonno e concentrazione, Corriere della sera, 4 agosto 2025.
- Association of Improved Air Quality with Lung Development in Children, The New England Journal of Medicine, 5 marzo 2025.
- Salute respiratoria infantile, l’allarme dei pediatri al Congresso Simri. I pediatri lanciano l’allarme per l’aumento delle malattie infantili legate all’inquinamento, Doctor 33, 15 settembre 2025.
- Istat, in Italia continua il calo delle nascite: nei primi sette mesi dell’anno -6,3%, IlSole24ore, 21 ottobre 2025.
- Quanti anni servono per comprare casa in Italia? A Roma oltre 100 senza mutuo, a Milano quasi 150: le stime città per città, Milano finanza, 1° settembre 2025
- Cfr. anche Casa, prezzi sempre più cari in Italia per Bankitalia. E anche il costo degli affitti vola, Milano finanza, 11 agosto 2025. Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, Banca d’Italia, 11 agosto 2025.
- Affitti brevi, il nuovo miracolo all’italiana di AirBnB: fatturato da 2 a 9 miliardi in 7 anni. Ma a pagare il prezzo sarà chi non ha la casa, Corriere della Sera, 27 ottobre 2025.
- Cfr. Anche Why inheritocracy is a danger to capitalism, The Economist, 1 marzo 2025.
- Cfr. Pubblico impiego, la fuga dal Nord: ecco come il carovita si mangia tutto lo stipendio, Dataroom, Corriere della sera, 24 settembre 2025.
- Global gender gap report 2025, WEF. L’Italia è 35 a livello europeo, 85 a livello globale.
- Dal child penalty alla daughter penalty: la maternità come causa principale del gender gap, L’Eurispes.it, 12 giugno 2025.
- Cfr. Rapporto CNEL-ISTAT, Il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità, marzo 2025.
- Stati uniti, l’ora della She-cession: le donne lasciano in massa il lavoro (pagato) per risparmiare sui costi della cura dei figli, Corriere della sera, 30 ottobre 2025.
- Gender gap: Il lavoro (non pagato) delle donne: in Italia più di 40 ore a settimana dedicati a casa figli e famiglia, Corriere della sera, 4 ottobre 2025.
- INPS, Rapporto annuale settembre 2024.
- INPS “Analisi dei divari di genere nel mercato del lavoro e nel sistema previdenziale, 22 febbraio 2024.
- “Quanto ci costa avere figli”, Seminario dell’Associazione Donne di banca d’Italia, 21 maggio 2025.
- Banca d’Italia, Le donne, il lavoro e la crescita economica, Alessandra Perrazzelli, 22 giugno 2023
- Banque de France, Conference on diversity, equity and inclusion in economics, finance e central banking, November 17. Equità, diversità e inclusione nel central banking: due conferenze a Parigi, nota stampa BdI del 17 novembre.
- Cfr. per es.: i) Mom’s out: employment after childbirth and firm-level responses. BDI, Temi di discussione, luglio 2024; ii) The origins of the gender pay gap: education and job characteristics. BdI, Temi di discussione, novembre 2024; iii) Women, labour markets and economic growth. BdI, Seminari e convegni, giugno 2023.
- La cura dei figli sempre al centro: così la manovra non aiuta le donne (mentre in Francia ti mandano a casa qualcuno che fa le lavatrici), Corriere della sera, 13 novembre 2025.
Roma, 26 novembre 2025
