Le ‘Generali’ hanno accettato la richiesta aziendale di prorogare la Polizza Sanitaria di altri 12 mesi (sino al 30 giugno 2027) Ancora qualche dubbio in ordine alla platea degli assicurabili –

Lo scorso 19 dicembre, nel momento stesso in cui si attendeva di avere conferma del rinnovo della polizza sanitaria per il biennio ‘luglio 2026 – giugno 2028’, la Banca comunicò alle OO.SS. che la gara per l’assegnazione del contratto, pur avendo registrato 27 accrediti, era andata poi deserta. Senza che vi partecipasse neppure l’attuale suo gestore, e cioè la Compagnia Generali con la quale pure si era discusso degli aumenti di premio e delle condizioni di massima per i 2 anni del rinnovo.

Sul punto, oltre a riferire nella Relazione sull’attività svolta nel 2025, ci siamo soffermati anche in successiva Comunicazione (la n. 13 del 23 dicembre), cercando di darci e fornire una spiegazione a un evento che, valutato a freddo, ha costituito comunque un inaspettato intoppo della Banca sulla strada del perfezionamento di un importante impegno verso dipendenti e pensionati.

A margine di quei riferimenti, aggiungemmo comunque che a nostro avviso non c’era motivo di allarmarsi, in quanto per noi non era neppure concepibile che alla scadenza del 30 giugno 2026 il personale e i pensionati della Banca potessero restare senza ‘copertura sanitaria’.  E ancora, profeticamente pure aggiungemmo che, stanti i tempi necessari per l’espletamento di una nuova gara, la sola strada percorribile per scongiurare il pericolo di una ‘scopertura’ nell’assicurazione sanitaria consisteva nella negoziazione di altra proroga con l’attuale contraente della polizza.

È quanto poi avvenuto. Qualche giorno fa (l’11 febbraio) la Banca ci ha infatti comunicato che le Generali avevano aderito alla richiesta di un rinnovo della polizza per altri 12 mesi (e cioè aderito alla richiesta di una proroga sino al 30 giugno 2027), con però un non irrilevante incremento di premio (+ 14%), che essa Banca si impegnava ad assumere a suo carico con riferimento al personale (assicurato) in servizio e in quiescenza e ai nuclei familiari a loro carico. L’incremento per l’anno della proroga (a 1.629 euro, seppur da confermare), graverà invece interamente sugli assistiti rientranti tra i familiari facoltativamente assistibili: per i quali però, come già avvenuto per la proroga oggi in corso (sino al prossimo giugno), verrà data la possibilità di uscire, ove si voglia, dalla copertura sanitaria in rinnovamento.

Da sottolineare in ogni caso che l’incremento di che trattasi corrisponde alla base dell’asta andata deserta; una cifra cioè che gli interessati avrebbero comunque dovuto sopportare, se aderenti al rinnovo, ove quella gara fosse andata a buon fine.

Una spiegazione sul perché del ritardo nella diffusione di questa importante Comunicazione –  La Banca, nel riferire dell’ulteriore proroga della vigente polizza, non è stata né è sin qui in grado di precisare se per ‘proroga’, a prescindere dall’incremento del premio, si intendano ovviamente le attuali condizioni tecniche di polizza e TUTTI gli attuali assicurati (compresi quelli che al 30 giugno 2026 avranno compiuto gli 85 anni), ovvero se per ‘proroga’ debbano intendersi le attuali condizioni e regole di polizza, che ne precludono invece l’adesione agli over 85enni.  (I quali, ove ciò fosse, una volta maturata la scadenza di giugno ’26 ne resterebbero poi esclusi senza possibilità, allo stato e salvo cambio delle regole, di future riadesioni).

In proposito, dobbiamo in ogni caso precisare, per un verso, che Il Sindirettivo ha richiesto espressamente che il contratto di proroga sia redatto includendo TUTTI gli attuali assicurati e, per altro verso, che a riscontro la delegazione aziendale (condividendo le ragioni della richiesta) ha assicurato di impegnarsi in tal senso nel negoziato con le ‘Generali’.

La questione, per quanto interessi solo una frangia minoritaria di pensionati assicurati, è di grande rilevanza sotto l’aspetto sindacale, dal momento che quei colleghi, ove esclusi, non potrebbero per l’appunto più rientrare in copertura.  Senza considerare, inoltre, che la preclusione andrebbe in senso inverso all’obiettivo da sempre perseguito dal nostro Sindacato di non porre alcun limite d’età, sempreché in continuità assicurativa, alla possibilità di proseguire nell’adesione alle polizze sanitarie intermediate dalla Banca.  Che è istanza o rivendicazione non solo sindacale, ma di solidarietà e mutualismo intergenerazionali.

Non mancheremo di dare tempestiva informazione sull’esito dei riferiti contatti che in proposito stiamo intrattenendo con un’Amministrazione che, dobbiamo dargliene atto, sul punto non ha mostrato sin qui alcuna avversione alle nostre posizioni.

Roma, 18 febbraio 2026

Per il COORDINAMENTO PENSIONATI

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