Lo scorso 19 dicembre la Banca comunicò alle OO.SS. che la gara per l’assegnazione del contratto di gestione della Polizza Sanitaria, pur avendo registrato 27 accrediti, era andata poi deserta. Senza che vi avesse partecipato neppure l’allora e attuale suo gestore, e cioè la Compagnia Generali con la quale per di più si era discusso degli aumenti di premio e delle condizioni di massima per un rinnovo che, sin lì, era stato ipotizzato di due anni almeno.
Con la conseguenza che, mancando i tempi per l’indizione di una nuova gara, salvo proroga della Polizza vigente, il personale della Banca alla sua scadenza (il 30 giugno) rischiava di restare senza propria copertura sanitaria.
Salvo una proroga che si prospettò da subito come l’unica’ strada percorribile.
E infatti a distanza di due mesi, l’11 febbraio, la Banca comunicò alle OO.SS. che le Generali avevano aderito alla richiesta di un rinnovo della polizza per altri 12 mesi (e cioè aderito alla richiesta di una proroga sino al 30 giugno 2027). Con però una non irrilevante condizione: un incremento di premio del 14%; che la Banca si impegnava ad assumere a suo carico con riferimento al personale (assicurato) in servizio e in quiescenza e ai nuclei familiari a loro carico, ma NON con riferimento ai familiari rientranti nella categoria dei ‘facoltativamente assistibili’.
Ora, dopo tre mesi circa, il 19 maggio la Banca ci ha comunicato l’avvenuta formalizzazione delle intese intercorse a febbraio con la Cassa PreviGen, con lettera indirizzata tra l’altro alle OO.SS. della quale riportiamo qui a seguire i passi che più direttamente ci riguardano come pensionati.
- Durata della proroga – Il contratto per l’assistenza sanitaria ora vigente è stato prorogato di un’ulteriore annualità (1° luglio 2026 – 30 giugno 2027).
- Perimetro applicativo – La proroga riguarda l’intera compagine degli assicurati alla data del 30 giugno 2026, compresi quelli che abbiano compiuto gli 85 anni.
- I contributi a carico del personale in servizio e in quiescenza attinenti ai rispettivi piani unici rimarranno invariati sui livelli del 2025-2026.
- I contributi per i familiari facoltativamente assistibili saranno portati da 1.211,25 a 1.629,38 euro pro capite per anno per i familiari del personale in servizio, e da 1.405,05 a 1.890,07 euro pro capite per anno per i familiari del personale in quiescenza; e cioè con incrementi del 35% circa.
- Esclusione di tali familiari (‘facoltativamente assistibili’) per la durata della proroga – In relazione all’entità degli incrementi viene eccezionalmente consentita la possibilità di escludere i suddetti familiari “facoltativamente assistibili” dal relativo piano di assistenza a pagamento, con effetto dal 1° luglio 2026, a condizione che tale opzione venga esercitata per tutti i familiari facoltativamente assistibili inseriti nel piano.
L’eventuale esclusione non pregiudica peraltro la possibilità di reinserirli in assistenza in occasione della sottoscrizione della nuova polizza sanitaria che verrà posta a gara prossimamente.
In proposito e per conoscerne le scelte, i pensionati diretti interessati (e cioè quelli cui fan capo familiari ‘facoltativamente assistibili’) saranno comunque contattati a breve dalle loro Filiali di riferimento.
Confermata al 15 giugno la scadenza per la comunicazione delle variazioni del carico fiscale dei familiari iscritti.
Roma, 21 maggio 2026
Il Coordinamento dei Pensionati
